Dall’ Infermiera Giampietri Anna Maria

12 maggio 2020 Anno mondiale dell’Infermiere, Giornata internazionale dell’Infermiere  

 

Carissime/i,

sono da pochi giorni rientrata dalla Repubblica Centrafricana, desidero condividere con voi il senso di appartenenza ad una professione che ci accomuna in tutte le latitudini della terra, una testimonianza è quella che vi  mostrano le immagini della festa che amiche e colleghe mi hanno inviato. 

 

Anna Maria Giampietri

 

 

Martedì 12 maggio in tutto il mondo è stata celebrata la Giornata Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica, quest’anno con un significato tutto particolare poiché coincide con l’anniversario dei 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze Infermieristiche moderne. Chiamata la “donna della lampada” per il suo impegno infaticabile a favore dei soldati feriti durante la guerra di Crimea, era riuscita a ridurre la loro mortalità per malattie dal 47 al 2 per cento. “L’infermieristica -scriveva- non è semplicemente tecnica, ma un sapere che coinvolge anima, mente e immaginazione”. Proprio in occasione del bicentenario della sua nascita, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato il 2020 l’Anno Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica. “Queste professioni hanno un valore inestimabile per la salute delle persone  di tutto il mondo –aveva detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Il 2020 sarà dedicato ad evidenziare l’enorme contributo di infermieri e ostetriche alla Salute e per garantire l’attenzione nell’affrontare le gravi carenze di organico di queste professioni”.

Anche Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, ha celebrato la Giornata Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica. Una cerimonia breve, ma fitta di contributi è stata quella celebrata al Complexe Hospitalier Universitaire Pediatrique (CHUPB), organizzata dalla ONG Medici con l’Africa CUAMM, che gestisce da circa 2 anni l’intero complesso pediatrico, affiancando il personale locale. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di operatori sanitari provvisti di mascherina e distanziati di un metro l’uno dall’altro, nell’area adiacente all’entrata principale della struttura, non si è protratta per oltre un’ora, ma ha lasciato indubbiamente un segno in coloro che vi hanno preso parte. Il programma è stato presentato e animato brillantemente dal moderatore Nestor Nguémandji, che ha saputo coordinare i vari interventi secondo i tempi previsti. Nel suo discorso di benvenuto a tutti i partecipanti, la Surveillante générale del CHUPB, Anne Yadibert, ha sottolineato come la professione infermieristica sia troppo spesso poco considerata, sebbene rivesta un ruolo di primo piano nella promozione della salute e di cure di qualità. E ha continuato, deplorando la carenza di personale nelle strutture ospedaliere. Parole che oggi suonano drammaticamente vere e attuali, non solo in Centrafrica, ma in ogni angolo del pianeta, che sta affrontando una crisi mondiale senza precedenti legata alla pandemia da coronavirus. “La celebrazione della Giornata dell’Infermiere è un’occasione per riaffermare il nostro desiderio di migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario. Soprattutto negli ospedali infermiere e ostetriche sono sottoposte a pesanti ritmi di lavoro al punto da abbandonare la professione nel giro di qualche anno, creando gravi carenze di organico, che rendono le condizioni di lavoro ancora più difficili”. E ha concluso ricordando il ruolo di Florence Nightingale nel porre le basi dell’infermieristica moderna.

Tutti i partecipanti hanno in seguito osservato un minuto di silenzio per ricordare tutti gli infermieri deceduti in Repubblica Centrafricana e nel mondo durante il loro servizio ai malati, in particolare quelli contagiati dal coronavirus.

Dopo l’intervento di Sophie Sanga, che ha sottolineato come le ostetriche operino non soltanto nel campo della maternità, come invece molti pensano, ma anche in quello di neonatologia e nei servizi medico-chirurgici, la rappresentante degli infermieri, Edwige Ouangbanga ha espresso alcune raccomandazioni, tra cui l’importanza di un percorso di formazione continua del personale sanitario volta a migliorare la qualità delle cure e di favorire il lavoro in équipe.

La dottoressa Donata Galloni, responsabile del progetto CUAMM/CHUPB, ha richiamato come infermieri e ostetriche siano la colonna vertebrale di tutti i sistemi sanitari. Sono infatti le persone che dedicano la propria vita alla cura di madri e bambini, a dare vaccinazioni salvavita e consigli sulla salute, a prendersi cura delle persone anziane e in generale a soddisfare i bisogni sanitari quotidiani essenziali. “Le misure restrittive contro il coronavirus –ha fatto notare la dottoressa- non hanno impedito di celebrare questa Giornata: è infatti molto importante fermarsi per riflettere sul ruolo essenziale che infermieri e ostetriche ricoprono nella prestazione dei servizi sanitari”.

Il Direttore del CHUPB, Professor Jean-Chrysostome Gody ha richiamato il personale alla pazienza, alla perseveranza nel loro servizio, anche rispetto a tutti coloro che, accedendo alla struttura ospedaliera, sono refrattari alle raccomandazioni e alle misure restrittive. E ha concluso dicendo di non accontentarsi dei risultati raggiunti, ma di guardare oltre per individuare nuovi obiettivi per migliorare l’assistenza ai malati.

Commovente è stato il lungo applauso, di oltre 30 secondi, che il personale sanitario ha rivolto agli infermieri della Repubblica Centrafricana e di tutto il mondo, quasi formando una lunga catena di solidarietà, di vicinanza, di incoraggiamento a tutti coloro che sono impegnati in prima linea a lottare contro il Covid-19 e tutte le altre malattie che affliggono l’umanità, senza risparmiare tempo, energie, competenze, anche a rischio della propria salute.

La preghiera dell’infermiere e la foto agli operatori sanitari, scattata non in gruppo ma due a due, hanno concluso la cerimonia. “Signore, donaci la forza di lavorare ogni giorno, la saggezza ogni volta che diciamo una parola, la pazienza quando diamo conforto agli ammalati e mentre scende la sera, donaci la certezza di aver fatto del nostro meglio, di aver fatto ciò che è bene”.

Gli infermieri sono poi tornati sul loro posto di lavoro, indossando la t-shirt a ricordo della Giornata e con la copia della preghiera dell’infermiere in mano: per continuare a celebrare questo 2020, Anno Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica.

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